I truffatori hanno lanciato una tattica insolita: il blocco delle carte bancarie senza il coinvolgimento del proprietario, seguito da un ricatto. Questo scenario appare sempre più frequentemente nelle comunità specializzate e nelle segnalazioni degli utenti. Lo schema non mira direttamente al denaro; mira invece a creare un senso di totale perdita di controllo e a costringere l’individuo a interagire con gli estorsori.
Come funziona lo schema
Raccolta dati
Agli aggressori servono solo informazioni personali di base: nome completo e data di nascita. Questi dati si ottengono facilmente da database trapelati, social network o fonti aperte.
Chiamata alla banca
I truffatori contattano la banca spacciandosi per il titolare della carta. Affermano che il dispositivo è stato smarrito e che le carte sono compromesse.
Blocco della carta
Secondo le normative bancarie, se i dati di base corrispondono, i dipendenti devono bloccare le carte “su richiesta del cliente” per prevenire potenziali frodi.
Pressione sulla vittima
Dopodiché, l’individuo riceve un messaggio o una chiamata che suggerisce che i guai sono appena iniziati. Alla vittima viene detto che tutti i conti sono bloccati e le viene offerto un modo per “raggiungere un accordo” sui passi successivi.
Estorsione
Se la persona accetta il contatto, i truffatori iniziano a estorcere denaro. Minacciano di riferire informazioni alla polizia o promettono “ulteriori problemi” e persino violenza fisica per forzare il pagamento di un riscatto per “risolvere il problema”.
‼️Importante: il denaro rimane sui conti, ma il proprietario perde improvvisamente l’accesso alle proprie carte e alle operazioni finanziarie quotidiane.
Come non diventare una vittima
Quando i truffatori innescano un blocco effettivo della carta, si crea la sensazione che la situazione sia fuori controllo. Questa paura e questa pressione spingono alcuni a conformarsi alle richieste degli estorsori. La vulnerabilità risiede nella debole identificazione del cliente, dove nome e data di nascita sono sufficienti per avviare un blocco. Finché non verranno messe in atto misure migliori, è fondamentale riconoscere l’inganno e non cedere alla pressione.
- Non fatevi prendere dal panico e non fidatevi delle chiamate in arrivo. I criminali vogliono intimidirvi, ma le loro minacce sono vane. Non condividete mai password o codici da SMS o notifiche push con sconosciuti.
- Non seguite le istruzioni. Se venite minacciati, interrompete immediatamente la comunicazione. Più a lungo parlate con loro, più diventate vulnerabili all’intimidazione. Ricordate: le minacce reali alla vita o le multe della polizia non vengono mai recapitate tramite app di messaggistica.
- Contattate direttamente la banca. Al primo sospetto di blocco della carta, riagganciate e chiamate il numero di telefono ufficiale della banca o utilizzate la loro app. Verificate lo stato del vostro conto con loro. Se una carta è effettivamente bloccata, solo la banca può revocare la restrizione.
- Ignorate le minacce e avvisate i vostri cari. Non rispondete ai truffatori. Se minacciati, informate immediatamente la vostra famiglia e i vostri amici; anche loro potrebbero essere presi di mira. Segnalate l’incidente alla banca e alla polizia, specialmente se ci sono stati tentativi di furto di denaro.
Come può aiutare NumBuster
In questi scenari, il momento del primo contatto è decisivo. NumBuster vi aiuta a identificare il numero di telefono dietro la chiamata o il messaggio. Se il numero di telefono ha già segnalazioni da parte di altri utenti, è meglio non interagire affatto.
I truffatori giocano sempre più sulle emozioni e sulla paura. La cosa più importante è mantenere la calma e verificare le informazioni attraverso i canali ufficiali. Questo vi aiuterà a resistere alla pressione e a proteggere voi stessi e la vostra famiglia.